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Programma Politico

Il Programma Politico del Movimento Nazionale Stella d’Italia, suddiviso nei vari punti cardine :

AGRICOLTURA

“Il futuro è nella terra”. Sviluppare e valorizzare il comparto agro alimentare. Dio ci ha dato la fortuna di essere nati in Italia, terra ricca e fertile: abbiamo l’obbligo di coltivarla e renderla produttiva. Incentivare l’imprenditoria agricola alzando i prezzi di vendita “al produttore” riducendo il margine di guadagno alle aziende della grande distribuzione in modo da ridare dignità al lavoro evitando il ricorso (ormai quasi obbligato) al lavoro nero fornito in quantità praticamente illimitata dagli immigrati clandestini. Grazie alla tracciabilità dei prodotti oggi è possibile sapere la provenienza dei prodotti agricoli: priorità ai prodotti italiani.

SICUREZZA

La storia degli ultimi anni ci ha evidenziato che la vita degli italiani non è a rischio per una improbabile invasione dei cosacchi; il nemico è in casa: la pessima gestione del territorio. Alluvioni, straripamenti di fiumi, valanghe, frane, incendi (discorso a parte i terremoti) hanno fatto più vittime di una guerra. Gran parte delle vittime erano evitabili. Sindaci e amministratori locali devono essere obbligati a curare il territorio. Ogni comune si deve dotare di un piano di recupero del territorio al fine di ridurre al minimo il rischio di disastro naturale: il più delle volte bastano misure semplici come la pulizia dei boschi o dei letti dei fiumi ma se il caso lo impone si può procede anche all’abbattimento di immobili (se è abusiva senza indennizzo ovviamente). Oggi si agisce e si spendono soldi nella direzione opposta: ogni comune è dotato di un piano di protezione civile (che deve comunque esserci) che ha lo scopo di intervenire DOPO che il disastro è avvenuto. I soldi spesi nella prevenzione saranno sempre inferiori di quelli spesi nella ricostruzione e indennizzi vari al netto delle eventuali perdite di vita umana.

FF.AA.

Si rende necessario uno svecchiamento (causato dai volontari in servizio permanente effettivo- spe): ferma volontaria di 5 anni x la truppa, 12 per i sottufficiali, 20 per gli ufficiali. Di questi solo una percentuale (15% truppa, 30% sottufficiali, 40% ufficiali) transiteranno in spe. A termine della ferma chi non passa in spe avrà posti riservati nei concorsi pubblici e le imprese private avranno agevolazioni fiscali PER SEMPRE sull’assunzione del personale proveniente dalle ff.aa. Istituzione della riserva in cui confluirà il personale non transitato in spe. Centralità dello Stato Maggiore Difesa e accorpamento di centri logistici e formativi di delle tre ff.aa. (CC a parte). Ad esempio oggi ci sono 3 (4 con i CC) scuole di lingue estere, una per ogni forza armata: la lingua inglese che si insegna al soldato è la stessa che si insegna ad un marinaio od un aviatore (salvo corsi per materie specifiche).

FF.OO.

Si accede dopo un periodo minimo (almeno 2 anni) nelle ff.aa. Unico centro di comando e logistico delle ff.oo Lo Stato è lo Stato: mai più scene in cui nelle operazioni di ordine pubblico i manifestanti facinorosi (di sinistra fino ad oggi coccolati dalle ff.oo e magistratura) possono agire indisturbati vandalizzando una città mentre le ff.oo. guardano. Se dovesse succedere il questore e i suoi collaboratori verrebbero rimossi se no congedati.

MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO

Si autorizzano solo quelle che hanno un interesse economico, commerciale e strategico per l’Italia (anche a difesa di istallazioni produttive).

FAMIGLIA

Vietate ogni teoria gender, adozioni di figli per i genitori dello stesso sesso, uteri in affitto e altre procedure contro natura. Il concetto è abbastanza semplice: la famiglia è formata da mamma papà e figlio-a. E BASTA.

SCUOLA

Basta considerare la scuola come un elemento dello stato sociale in cui si assume personale per creare occupazione abbassando la qualità degli insegnanti, o uno strumento in mano ai sindacati. La scuola è per gli studenti e non per i docenti (così come gli ospedali sono per gli ammalati e non per i medici). Deve semplicemente cambiare la visione del problema: prima gli interessi degli studenti e poi degli insegnati. Rivedere i programmi scolastici delle scuole primarie: più ore all’insegnamento della storia soprattutto contemporanea (oggi intrisa di ideologia e raccontata in modo falsata dal punto di vista dei vincitori), geografia e educazione fisica. Introduzione dell’educazione civica ed educazione sociale. Vietare o limitare l’uso dei cellulari a scuola, obbligo della cura della persona.

EUROPA

L’idea dei signori Adenaur, Martino, Spaak e altri si è rivelata geniale. L’UE è la più grande potenza commerciale del mondo (PIL superiore agli USA) e sta garantendo 70 anni di pace. Buona anche l’idea della moneta unica. Il problema è la supremazia della finanza sulla politica. Per l’Europa è diventato sinonimo di nemico e forse non è neanche un male: i governi italiani per creare consenso hanno sempre agito sulla spesa pubblica (e vedo che l’usanza è ancora in corso con l’idea di reddito di cittadinanza pentastellato) quindi qualcuno che freni questa tendenza male non fa. Rivedere però i trattati che regolano i parametri economici e fiscali che impongono azioni uguali in realtà economiche diverse. Mai una politica adottata dalla UE deve danneggiare l’economia, la cultura e la sicurezza (come il recente caso dell’immigrazione) dell’Italia. In tal caso devono scattare misure immediate di “congelamento” della validità dei trattati. L’unione europea dei popoli non ci sarà mai o per lo meno non nel breve periodo a causa della lontananza culturale dei suoi membri quindi è inutile insistere sulla completa unificazione. Prendiamo i vantaggi economici del progetto: l’Europa deve essere un mezzo per creare ricchezza materiale e culturale ma l’Italia deve essere il fine per la realizzazione del progetto dell’MOVIMENTO NAZIONALE STELLA d’ITALIA.

FISCO

L’evasione fiscale non si combatte con l’introduzione di nuove tasse. Con una pressione fiscale intorno al 50 % è fisiologico e normale che ci sia un alto tasso di evasione fiscale. Per molte imprese piccole e medie l’evasione è l’unica scappatoia per sopravvivere. Esiste solo un modo per non incentivare l’evasione: abbassare le tasse. Sostenere con forza l’introduzione di tre sole aliquote per il pagamento delle imposte delle persone fisiche (IRPEF), incentivi fiscali a chi assume, semplificazione nella compilazione della dichiarazione dei redditi, maggiori detraibilità. Maggiori tutele alle piccole e piccolissime imprese vero motore propulsivo dell’economia nazionale. Bene la proposta della Lega inserita nell’ultimo DEF prevede il prelievo fisso del 15% per le piccole imprese con fatturato fino a 65.000 euro e 20% da 65.000 a 1000.000. Bene anche la cosiddetta “pace fiscale”.

ECONOMIA

Attualmente l’Italia è strutturata al contrario di come è strutturata un’azienda o una famiglia: prima si fanno gli acquisti e poi si capisce se quell’acquisto poteva essere sostenuto. Da qui un proliferare di assunzione di personale pubblico, nascita di istituzioni inutili, creazioni di aziende pubbliche nate già fallite, consorzi, sindacati, enti e via dicendo. L’interesse di pochi pagato con i soldi di tutti. E la spesa pubblica sale. È obbligatorio un cambio di tendenza. Le domande che devono guidare le scelte economiche devono essere: L’istituzione di un ente (o l’assunzione di personale o altro) è utile? Se ne può fare a meno? La spesa è strettamente necessaria? Fine della creazione dello “Stato caritatevole” a fine propagandistico: 80 euro, redditi di cittadinanza, elemosine e sussidi vari non fanno ripartire l’economia e impoveriscono lo Stato. Lascerei il sussidio di disoccupazione e la cassa integrazione. I soldi si danno solo per investimenti in cui lo Stato da 1euro al cittadino che si deve impegnare a trasformarlo in un 1 euro + x. Si deve perseguire solo il bene generale della Nazione e mai il bene particolare ma questo è possibile solo se gli amministratori sono vicini i valori che il MOVIMENTO NAZIONALE STELLA d’ITALIA  si prefigge di esprimere: solidarietà, giustizia e senso civico

 GIUSTIZIA

La macchina giudiziaria italiana non funziona. Dall’arresto del criminale al processo fino alla detenzione le leggi vigenti fanno di tutto per agevolare il carnefice dimenticandosi della vittima. Molti magistrati pensano più alla politica che al proprio lavoro, sono ideologizzati, vivono nei privilegi che li portano ad allontanarsi dalla realtà e pensano che mettere in galera i delinquenti non sia il loro lavoro. Il risultato è quello che vediamo: la criminalità ormai è padrona delle nostre strade e la vita di molti italiani soprattutto delle fasce più deboli è condizionata dai fenomeni criminali. I magistrati che esprimono pareri politici devono essere rimossi dal loro incarico, abolizione delle correnti politiche all’intero della magistratura. Un magistrato che intraprende la carriera politica non potrà mai più rientrare in magistratura. Incrementare i poteri alle ff.oo. lasciando meno discrezionalità ai pubblici ministeri e giudici delle indagini preliminari nei casi di flagranza di reato. Abolizione della obbligatorietà dell’azione penali dei pm e introduzione della responsabilità civile e penale: se ad esempio un giudice mette in libertà (prima del termine della fine della pena) uno stupratore e questo dopo poco reitera il reato il giudice deve essere accusato di concorso o favoreggiamento nella commissione del reato (reato omissivo) per un principio penale che vale per tutti quindi anche per i magistrati: art. 40 comma 2 “ non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”.Costruzioni di più carceri: il demanio (militare e civile) è pieno di immobili che possono essere adibite a carceri. Si ha il dovere di rendere sicura la Nazione iniziando da un principio semplice ed elementare: i delinquenti devono stare in carcere. Gli italiani devono riconquistare fiducia nelle istituzioni che crea pace sociale e armonia. Se poi si iniziasse una serie politica di rimpatrio degli immigrati considerando che il 35% della popolazione carceraria è di nazionalità non italiana probabilmente risolveremmo il problema del sovraffollamento.

IMMIGRAZIONE

Il problema è ampiamente dibattuto. Ormai è appurato che non si tratta più di immigrazione ma di invasione. Bene la linea dell’attuale governo che ha attuato la chiusura dei porti. Aggiungo che si rende necessario incrementare i rimpatri con aerei e navi anche militari anche senza convenzioni con i paesi d’origine. Se un clandestino non da le proprie generalità viene riportato nel porto di partenza. Per difendere la nostra cultura si fissa una percentuale di immigrati che l’Italia può accogliere in modo che la percentuale di non italiani presenti sul territorio nazionale non superi mai il 8-10-12% del totale della popolazione. Stessa percentuale non può essere superata nell’assegnazioni di case popolari, asili nido (a parità di punteggio nelle graduatorie il diritto lo acquisisce l’italiano) e nelle formazioni delle classi scolastiche.

Chi si comporta da italiano (civile), chi condivide i nostri valori e dimostra di conoscere la nostra lingua e la nostra cultura al compimento del 18 anno di età su sua richiesta può chiedere la cittadinanza italiana.

OPERE PUBBLICHE

Le grandi opere in Italia risalgono ormai al dopoguerra. L’Italia necessita di porti ferrovie (alcuni tratti di linea ferroviaria sono ancora monorotaia) strade, ponti (!). Se un’opera al livello politico centrale viene considerata essenziale e strategica per la Nazione il parere degli enti locali può non essere determinante questo al fine di evitare la nascita e il proliferare di gruppi NO TUTTO. Qualora i vari comitati dovessero farsi aggressivi l’area di cantiere verrebbe considerata “zona militare” con tutte le conseguenze del caso. Semplificare il più possibile il codice degli appalti (eliminazione della verifica di congruità, aumento della durata dei contratti): in ogni commissione di gara per opere sopra un determinato importo e per opere di importanza strategica deve far parte un ufficiale superiore della Guardia di Finanza anche al fine di limitare i ricorsi (dei non vincitori) che allungano i tempi per la realizzazione delle opere.